Nuove Province

La nuova legge regionale in materia di province risolve un problema. La Regione ha stabilito finalmente quali delle proprie funzioni, già in precedenza delegate alle province, saranno gestite non direttamente da lei ma da aggregazioni di province.

La nostra aggregazione si chiama Quadrante Biella-Novara-Vercelli-Vco. Si dà il caso che queste funzioni siano le stesse che già in precedenza venivano delegate dalla Regione alle province (agricoltura, turismo eccetera).

Questo provvedimento si deve in ogni caso leggere insieme a numerosi altri fenomeni economici, sociali e istituzionali che vanno tutti nella stessa direzione: ossia il superamento dei confini locali in cui siamo stati abituati a svolgere le nostre attività e l’inserimento dei territori come il nostro in contesti più grandi.

D’altronde, viviamo in un mondo in cui la crescita economica dei territori si misura sulla loro capacità di competere, di “vendersi” per i propri punti di forza a livello internazionale. Le strategie di crescita del dopo crisi (perché noi vogliamo sperare che si consolidi il trend della ripresa che è stato annunciato dagli ultimi studi a livello nazionale) non possono essere le stesse del pre crisi: Biellese, Vercellese, Novarese e Verbano possono uscire più forti dopo quest’ultimo decennio di difficoltà, solo se riusciranno a costruire una identità comune, una narrazione migliore dei propri elementi di valore, una visione integrata del proprio futuro.

Che cosa possiamo dare noi tutti a un’impresa, a un’azienda agricola, a una famiglia che volesse trasferirsi da noi? A un esploratore, a un turista o a un pellegrino? Dobbiamo renderci conto che tra la Serra e il Lago Maggiore, tra le risaie del Vercellese e la corona alpina della Valsesia e dell’Ossola, si sviluppa un’oasi di pace tra il milanese e il torinese, dove i capannoni sfitti costano meno della metà di quanto non costino in Brianza e dove tuttavia non è minore la cultura del lavoro.

Possiamo e dobbiamo essere il Quadrante del benessere, dove lì Ospedale di Biella e la Città della Salute di Novara diventeranno avanguardie nazionali per l’elaborazione dei modelli di cura dei cittadini e per il rapporto straordinario con il sistema della ricerca (si pensi a Tessile e Salute).

E se poi la Fondazione Pistoletto, unica in Europa, contribuisse, con il Guggenheim di Vercelli a posizionare il nostro Quadrante unico in cima alla piramide dell’offerta culturale piemontese? E se poi dal Lago Maggiore al Lago di Viverone, passando per il Lago d’Orta, si definisse un percorso che li colleghi maggiormente, ci porterebbe ad essere il “Quadrante dei laghi”.

Se vogliamo uscire dalla crisi dobbiamo smetterla di pensare in termini di piccoli spazi, ma dobbiamo anche uscire dall’idea che accorpare enti e istituzioni sia solo un modo per risparmiare.

Non abbiamo solo bisogno di risparmiare. Abbiamo bisogno di crescere, nel rispetto di tutte le nostre differenze, ma dentro un progetto comune.

Naturalmente questo processo di cooperazione economico-progettuale di Quadrante potrà essere garantito solo se, quando verranno abolite le province attuali dalla riforma costituzionale, a tutti i territori che comporranno il Quadrante verrà data pari dignità. Il Biellese ha tanto da dare e da offrire, accettiamo la sfida dell’aggregazione di Quadrante ma non ci faremo schiacciare da nessuno. Perciò, quando sarà il momento, cercheremo modalità di rappresentanza dei nostri interessi che siano soddisfacenti.

Si tratta comunque di non fasciarsi la testa prima di averla rotta e di procedere con fiducia verso il futuro.

 

Paolo Furia

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