Niente più alibi: la Regione chieda il Ministro di bloccare l’iter del decreto sulla sostenibilità della diga sul Sessera

E’ naturalmente legittimo che l’ing. Carmelo Iacopino incontri gli Assessori regionali che hanno la responsabilità e la delega per occuparsi del nuovo invaso sul Sessera. E’ invece assai discutibile, per non dire inquietante, il fatto che tale incontro gli sia stato procurato da esponenti del PD e che sia avvenuto in occasione dell’Assemblea regionale dei democratici, svoltasi a Vercelli sabato scorso.

Per questo è urgente ed indispensabile riprendere l’iniziativa, dopo che alla guida della Regione si è insediata la nuova Amministrazione e dopo che in molti Enti locali le maggioranze hanno cambiato segno.

Per il PD non vi sono più alibi se è vero che il sostegno dato dalla Provincia di Biella, oggi commissariata e in cui, a breve, saranno rinnovati gli organi, sia pur con un sistema elettorale diverso, e dalla Giunta Cota furono determinanti per accelerare l’iter di un progetto inutile, costoso, dannoso ambientalmente, nei confronti del quale i Governi del centrodestra avevano espresso un sostegno senza se e senza ma.

E’, quindi, utilissima la decisione assunta dai Sindaci della Valle, che dalla realizzazione di un’opera tanto inutile quanto costosa subirebbe un colpo mortale, di voler incontrare formalmente (e non in qualche luogo di partito, peraltro improprio) gli Assessori competenti a cui sottoporre le valutazioni e le critiche, le osservazioni ed i rilievi tecnici a cui non è mai stata data una risposta, insieme alle tante ragioni che depongono a favore del “no”. 

Alla Regione tocca compiere atti conseguenti, il primo dei quali è rappresentato dalla necessità di chiedere al Ministro competente di bloccare l’iter del decreto sulla sostenibilità dell’opera. E’ un passaggio decisivo e la Regione Piemonte ha l’autorevolezza ed il potere per farlo, revocando le delibere adottate dalla Giunta Cota e modificando il proprio atteggiamento. Infatti, non sono per nulla rassicuranti le risposte che vennero date in Parlamento all’interrogazione firmata dai senatori Bavero e Susta e da altri numerosi parlamentari, se è vero che in quell’occasione venne dichiarato che l’invaso non sarebbe stato realizzato non già perché inutile e costoso (griderebbe vendetta la decisione di realizzarlo, se si considerano le condizioni di finanza pubblica), ma perché la finanza dello Stato non lo consentirebbe.

L’obiettivo del Consorzio di Bonifica della Baraggia, come è ovvio, non è quello di ottenere, immediatamente, il finanziamento di tale opera, ma un primo stanziamento, di dimensioni più limitate rispetto alla mostruosità della somma necessaria, per renderne irreversibile la realizzazione.

Il PD in Regione e come partito aveva detto di essere contrario all’invaso e non credo che questa posizione possa essere derubricata, ma proprio per questo servono atti coerenti. 

Il Biellese ha già dato. 

Lo dico a chi all’interno del PD vercellese sostiene il progetto che, naturalmente, dovrà essere realizzato nel Biellese, dato che i vercellesi si erano opposti ad uno dei due progetti presentati dal Consorzio di Bonifica che prevedevano un invaso sul Mastellone in alternativa a quello sul Sessera.

Troppo comodo! Noi, con una coerenza diversa, ci opponemmo ad entrambi!

Wilmer Ronzani

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