Nicoletta Favero: mozione in Senato per rimuovere il patto di stabilità per i Comuni sotto i 5000 abitanti

E’ un gruppo consistente, quello degli eletti piemontesi al Senato nelle liste del Partito Democratico: 13 rappresentanti di cui, per la prima volta in assoluto, ben 7 donne, più della metà.

 

Una pattuglia di rappresentanti del territorio che, pur nell’impasse dell’attuale quadro politico, ha iniziato a muoversi in modo coordinato, per sollecitare il Governo ancora in carica a prendere misure urgenti e indifferibili che possano dare qualche sollievo alla situazione economica sempre più drammatica.

 

Numerose le mozioni presentate nei giorni scorsi, tra cui quella, importantissima, che impegna il Governo a sbloccare i fondi per i pagamenti della P.A.

Un’altra importante mozione, particolarmente sostenuta da senatrici e senatori piemontesi, impegna il Governo ad adottare, con la massima sollecitudine, apposite misure volte ad escludere l'applicazione delle regole del patto di stabilità interno per i Comuni ricompresi nella fascia demografica fra i 1.000 e i 5.000 abitanti.


 

Il patto di stabilità interno, introdotto nel 1998 al fine di coinvolgere gli enti territoriali nel processo di risanamento della finanza pubblica, ha provocato una drastica riduzione degli investimenti locali ed è diventato sempre più insostenibile, a fronte della forte riduzione delle risorse trasferite ai Comuni.

A peggiorare la situazione, è intervenuta, a partire dal 2013, l'inclusione nel patto di stabilità dei Comuni con popolazione compresa tra i 1.000 e i 5.000 abitanti; piccoli Comuni che sono attualmente già impegnati in un processo storico di trasformazione istituzionale che prevede la gestione obbligatoria associata di tutte le funzioni fondamentali e, in prospettiva, la realizzazione di forme associative stabili quali l'unione di Comuni.

Secondo i firmatari della mozione, appare quindi ancor più irragionevole sottoporre i singoli Comuni a nuove regole che peraltro sono fortemente messe in discussione per i Comuni sopra i 5.000 abitanti.


 

A questo proposito, si ricorda che le assegnazioni statali destinate ai Comuni sono diminuite negli ultimi 3 anni di 6.450.000.000 euro, mentre il contributo finanziario richiesto si è progressivamente accresciuto, determinando una situazione finanziaria di assoluta insostenibilità.

Si ritiene dunque indispensabile adottare con effetto immediato (prima che siano approvati i bilanci) provvedimenti che concretamente possano consentire il mantenimento di servizi indispensabili alle comunità; misure ormai improcrastinabili, poiché il contesto economico, produttivo, occupazionale e sociale del nostro Paese presenta indici di costante e allarmante peggioramento che evidenziano uno stato di recessione che colpisce gravemente famiglie e sistema produttivo.


 


 

Per vedere il testo completo:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=17&id=698440

Nicoletta Favero

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *